Il sistema monetario

L’insieme di regole, accordi e procedure tra le autorità monetarie che determinano il valore del denaro in un determinato contesto, vengono chiamate con l’espressione sistema monetario. Questo concetto è entrato maggiormente nel lessico quotidiano dopo l’entrata in vigore dell’euro. Il sistema monetario rappresenta la forma più evoluta di un sistema organizzativo le cui origini sono legate alla primitiva usanza del baratto e alle prime rudimentali valute nazionali coniate solo nelle civiltà più sviluppate (evolute).

Nel corso della storia moderna, si sono succeduti quattro sistemi monetari. Il primo prende il nome di “Gold Standard” e fu introdotto inizialmente in Inghilterra nel 1816, ma consolida il proprio sviluppo a partire dal 1873 in Germania e successivamente negli Usa. Il Gold Standard (detto anche sistema aureo), era basato sul fatto che l’oro incominciava ad essere usato in modo sempre più diffuso come moneta di scambio e con questo sistema le monete nazionali erano convertibili in oro, liberamente importato ed esportato (100% supportato da oro come riserve bancarie).
L’inizio della prima guerra mondiale segnò la fine del sistema aureo, infatti, per soddisfare la necessità di indebitamento da parte dei Paesi coinvolti nel conflitto che dovevano sostenere e finanziare la spesa bellica, fu introdotto il “Gold Bullion Standard” che durò fino al 1944. Questo, consisteva nel fatto che le banche centrali, affiancavano alle loro riserve auree anche alcune valute convertibili (sterline, dollaro, franco francese ecc.). In questo modo si stampavano banconote di carta non pienamente garantite da riserve di oro.
Dopo il grave danno economico lasciato dalla prima guerra mondiale, nel 1944, su iniziativa degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentanti di 44 Paesi si riunirono a Bretton Woods, dove, con la creazione del Fondo Monetario Internazionale, approvato da tutti i partecipanti, fu definita la politica monetaria comune. Fu stabilito che fosse il dollaro la moneta ad essere legata come riferimento all’oro, e fu questa valuta a diventare la base diretta per ogni operazione. Venne fissato il prezzo dell’oro a 35 dollari per oncia, prezzo a cui gli USA si impegnarono ad acquistarlo da chiunque e a venderlo solo alle banche centrali.
Ogni Paese partecipante fu obbligato a versare a titolo di riserva una quantità di oro e di moneta nazionale al Fondo Monetario Internazionale e a dichiarare la parità tra la valuta e l’oro attraverso il tasso di cambio dell’oro. Questo sistema prende il nome di “Gold Exchange Standard” e durò fino al 1971 quando il presidente americano Nixon soppresse la convertibilità tra il dollaro e l’oro, annunciando così che non c’era più oro a copertura della valuta stampata, ma quest’ultima divenne il nuovo “oro”. Tutti hanno accettato che un pezzo di carta fosse “oro” e da quel momento il denaro diventa debito.
Questo è il sistema tuttora vigente e prende il nome di “Dollar Standard”, basato sulla fiducia, come testimonia la scritta sul dollaro americano “In God We Trust” che significa “Noi confidiamo in Dio”. In questo sistema economico, la valuta (denaro cartaceo) è debito, perché non c’è copertura di oro a tutela dei propri risparmi.

La maggior parte degli Stati e delle banche detiene per sicurezza una parte del proprio patrimonio in lingotti d’oro. I cittadini dovrebbero comportarsi come le banche e gli Stati ed usare l’oro a titolo di garanzia. Solo trasformando la carta in oro possiamo tutelare il nostro potere di acquisto.