ORO: il bene rifugio

La categoria dei “beni rifugio” comprende tutti gli investimenti (beni materiali) che conservano il proprio valore nel tempo, nonostante i periodi di incertezza o di elevata inflazione, offrendo protezione contro guerre, cataclismi valutari, crisi economiche, ecc.
Investire il proprio patrimonio in prodotti finanziari può permettere di aumentare la propria valuta, ma ha anche degli svantaggi. Il denaro e i titoli finanziari sono infatti una ricchezza immateriale, soggetta all’erosione dell’inflazione ed a numerosi rischi (le aziende, le banche possono fallire, lo Stato andare in default). Nell’ottica di una corretta diversificazione dei propri investimenti, è bene investire una parte del proprio capitale in beni rifugio.
Ma quali sono i beni rifugio?
1. Investimento immobiliare/terreno: l’investimento più diffuso in Italia; richiede un capitale non alla portata di tutti;
2. Diamanti o pietre preziose: rappresentano un’interessante forma di investimento; offre buoni risultati nel medio – lungo termine, sono necessarie competenze tecniche e capitali importanti;
3. Quadri e oggetti d’arte: sono destinati a rivalutarsi nel tempo (medio o lungo termine), ma occorrono competenze tecniche in quanto le insidie di questo mercato sono numerose;
4. Oggetti da collezione: francobolli, monete antiche, auto e moto d’epoca, orologi antichi; in questi mercati gli scambi avvengono soprattutto fra specialisti e appassionati;
5. Oro, Argento e Platino: la rarità dell’oro e dei metalli preziosi come l’argento e il platino, la loro inalterabilità nel tempo, la facilità di trasporto dato l’ingombro contenuto e fruire di un valore di riferimento ufficiale,  rendono questi metalli degli ottimi beni rifugio.
L’Oro è da sempre il bene rifugio per eccellenza per la sua stabilità e la sua universalità: in ogni epoca è stato considerato un’assicurazione sul patrimonio e per lungo tempo è stato il riferimento delle monete nazionali.

Oggi si sente parlare sempre di più di “crisi globale”, di “recessione”, di crisi della Grecia, vicina al default e che altri Stati tra cui il nostro Paese potrebbero seguirla a ruota; in assoluto il risparmiatore si rende conto che negli ultimi anni i propri risparmi non gli rendono più niente se non sono addirittura in perdita.
Richard Duncan, uno tra i più grandi esperti economisti al mondo, recentemente ha metaforicamente paragonato il sistema economico globale ad un “gommone” che negli ultimi anni ha iniziato ad imbarcare acqua da tutte le parti e solo attraverso l’iniezione di altra valuta riesce apparentemente a risollevarsi, ma fino a quando?


Va da sé che più “carta” viene stampata, più aumenta l’inflazione, salgono i prezzi delle materie prime e dei beni di consumo e di conseguenza diminuisce il nostro potere d’acquisto. Ecco svelato il vero motivo per cui l’oro continuerà ad aumentare: la rischiosa politica valutaria degli USA che, da quando hanno abbandonato la cosiddetta “parità aurea” nel 1971 sotto la presidenza Nixon, di fatto continuano ad emettere sul mercato dollari a fronte di niente se non la fiducia che il mondo intero ha o dovrebbe avere sulla solidità degli stessi USA.
Essendo quindi il dollaro una valuta teoricamente stampabile all’infinito (definita moneta fiat, ovvero può essere creata in maniera arbitraria e in misura illimitata), l’oro continuerà ad aumentare il proprio prezzo nei confronti del dollaro, anche senza che si manifesti la tanto proclamata (da qualche economista!) iperinflazione, a meno di cambiamenti a livello economico – monetario.
In sintesi l’investimento in ORO rappresenta il BENE RIFUGIO per eccellenza essendo in grado di resistere nei momenti di crisi, di inflazione e di fluttuazione, un’assicurazione unica contro il default o la svalutazione, purché POSSEDUTO FISICAMENTE e soprattutto in PICCOLA PEZZATURA.

“Nella storia molte cose sono state utilizzate come valuta: bestiame, cereali, spezie, conchiglie, perline e ora carta. Ma solo due cose sono state denaro: l’oro e l’argento. Quando la valuta in carta diventa troppo abbondante, e di conseguenza perde valore, l’uomo torna sempre ai metalli preziosi”.

Michael Maloney